7 RISCHI CHE DEVI CONOSCERE QUANDO SALI SU UN VULCANO

7 rischi che devi conoscere quando sali su un vulcano

 

Poter ammirare una colata lavica da vicino è qualcosa a cui tutti gli appassionati, vulcanologi, turisti e semplici curiosi, aspirano ogni volta che si verifica un’eruzione. Avvicinarsi ad una vera colata in sicurezza è possibile? La risposta è si, tenendo conto di alcuni fattori di rischio.

Se l’eruzione dura qualche giorno ed è capace di generare una colata interessante e duratura, allora le possibilità di recarsi sul luogo e avvicinarsi diventano concrete. Ma è possibile avvicinarsi ad una vera colata di lava in sicurezza senza rischiare di venire travolti dalla furia del vulcano? La risposta è sì, ma bisogna tenere conto di alcuni fattori prima di farlo.

  1. Innanzi tutto occorre valutare il TIPO DI ATTIVITÀ in corso. Se è in corso attività di tipo stromboliano o esplosivo, non è il caso di avvicinarsi troppo. Il rischio in questo caso è di venire colpiti da materiale vulcanico incandescente in ricaduta, come lapilli, cenere o bombe vulcaniche, o di rimanere coinvolti in una vera e propria esplosione.
  2. Quando c’è una bella colata duratura e facilmente accessibile, la voglia di avvicinarsi il più possibile al punto di fuoriuscita del magma è tanta e l’eccitazione del momento può farci fare dei passi avventati. Infatti una VICINANZA ECCESSIVA AL PUNTO DI USCITA DELLA LAVA può farci incappare in grossi guai, come rimanere coinvolti in un’improvvisa esplosione causata dall’evolversi dell’attività, oppure in un crollo della parete del cratere con conseguente emissione di materiali e cenere, oppure nell’apertura di una nuova bocca accanto a quella già in attività. Il vulcano e le sue eruzioni sono in continua evoluzione e sono caratterizzati da una buona dose di imprevedibilità.
  3. In questi ultimi settimane se n’è fatto un gran parlare a causa dell’evento che ha coinvolto alcuni vulcanologi, giornalisti e turisti in procinto di avvicinarsi alla colata in corso sull’Etna, colpiti da lapilli e ghiaccio. Sto parlando dell’ESPLOSIONE FREATICA O FREATOMAGMATICA, avvenuta sull’Etna una settimana fa. Ma di cosa si tratta?

    Cito l’enciclopedia Treccani : “Eruzioni molto esplosive che si originano dall’interazione tra magma e acqua esterna. L’efficienza dell’eruzione varia con l’aumentare del valore di tale rapporto, come osservato da Michael F. Sheridan e Kenneth H. Wohletz (1983). Per rapporti bassi l’attività vulcanica sarà di tipo stromboliano, con piccole esplosioni e lanci di breve gittata, man mano che il suo valore aumenta varia anche l’efficienza della reazione che raggiunge il suo massimo intorno a un valore di ca. 0,3 a cui seguiranno le eruzioni freatomagmatiche.”

    Che detto in parole povere, sono esplosioni generate dall’incontro tra la lava caldissima e acqua freddissima (nel caso dell’Etna, neve), un po’ come quando caliamo le patatine surgelate nell’olio caldissimo e ne ricaviamo un mare di schizzi, immaginate tutto molto molto più in grande. Il rischio in questi casi è di venire colpiti da pezzi di materiale piroclastico proiettato in aria dall’esplosione.

  4. Altro fattore importante e spesso sottovalutato dai non addetti ai lavori, è la DIREZIONE DEL VENTO. Importante è non trovarsi sottovento durante un’eruzione, il rischio in questi casi è rappresentato dalla cenere solitamente emessa dalla bocca eruttiva, nonché dalla probabilità di respirare i gas che fuoriescono insieme alla cenere, ovvero acido solforico e biossido di carbonio che in alte concentrazioni possono risultare tossici e irritanti. Si può venire investiti, inoltre, da ondate di calore provenienti dalla colata (ricordiamo che la lava può raggiungere una temperatura di 1200°C).
  5. Una colata è capace di percorrere tanta strada se continua ad essere alimentata e per farlo tirerà letteralmente dritto. Qualsiasi cosa troverà sul suo tragitto verrà travolta dalla sua potenza. Cosa c’entra questo con noi? Se la lava non fa distinzioni quando avanza, noi dovremmo invece discriminare il LUOGO DI SVILUPPO DELLA COLATA, il tipo di terreno su cui si trova, la posizione più o meno impervia, se si tratta di un luogo facilmente abbandonabile in caso di pericolo sopraggiunto o occorrono dei mezzi. E a proposito di mezzi, in caso di incidenti, se quelli di soccorso possono raggiungerci agevolmente.
  6. Una delle cose più pericolose che si possono verificare durante un’ eruzione ma non solo è la COLATA PIROCLASTICA, per intenderci la famosa nube ardente che ha spazzato via Pompei ed Ercolano. Si tratta di “un flusso di materiale magmatico e gas ad alte temperature (da 500 a oltre 1000 °C), che scorre lungo i fianchi del vulcano (sotto forma di “nube”) ad una velocità compresa tra i 50 e 700 km/h.”(cit.mapsism.com). Benché non sia un evento frequente su ogni tipo di vulcano, rimane uno dei più pericolosi perché avviene improvvisamente e raggiunge subito una certa velocità, non concedendo il tempo di fuggire. A causa delle elevate temperature dei materiali, si capisce bene come il rischio sia di venire ustionati e, di conseguenza, morire.
  7. E infine, non bisogna assolutamente dimenticare di valutare la VELOCITÀ DI DISCESA di una colata che dipende da tanti fattori: la composizione della lava che ne determina la sua fluidità, gli ostacoli che può trovare sul suo cammino e che possono rallentarla o deviarla, la pendenza del terreno che in qualche caso di cambio repentino ha provocato qualche piccola frana.

 

Riassumendo:

Questi sono alcuni dei fattori di rischio di cui tenere conto quando si desidera ammirare da vicino lo spettacolo naturale di una colata di lava o, più in generale, di un’eruzione. Alcune cose sembrano persino ovvie ma non è sempre così e soprattutto quello che fa la differenza è il carattere imprevedibile dei vulcani e della natura. Nel dubbio è sempre meglio affidarsi a persone qualificate, guide ambientali, guide vulcanologiche o guide di montagna, comunque persone formatesi sui sentieri, addestrate a gestire le emergenze e contenere il rischio.

Una volta fatto tesoro di questi consigli, zaino in spalla e buona passeggiata!

 

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